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Cambiare: 6 caratteristiche

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Tratto da “Voglio cambiare” di G.M. Zapelli

Alcune idee su cosa sia – e non sia – cambiare.

Cambiare non è un obbligo. Può essere una necessità. Una necessità per la sopravvivenza, perché, diversamente, se non cambio, perdo qualcosa: un legame, un posto di lavoro, una speranza. Cambiare può anche essere indispensabile per realizzare un’aspirazione, un progetto. Si cambia perché se ne ha bisogno o perché se ne ha desiderio. Quando non vi è alternativa.

Cambiare è perdere qualcosa. In ogni cambiamento non vi è solo ciò che si acquisisce, sovente si perde anche qualcosa. Una certezza, un’abitudine, un luogo, un modo di agire. Si perde un equilibrio. I cambiamenti più impegnativi sono quelli che richiedono di abbandonare una stabilità, fosse pure fonte di infelicità o insoddisfacente.

Cambiare può far male. Il nostro cuore, la struttura più profonda della nostra identità psicologica, cerca stabilità ed equilibrio. L’inconscio cerca di proteggerci, cercando di indirizzarci verso mondi e modalità d’essere che già padroneggiamo, che già conosciamo. Per il nostro inconscio l’ignoto è una minaccia. Per questo, spesso, cambiare comporta anche dolore, perché richiede di scoprire qualcosa di noi stessi che potrebbe farci male, perché richiede di abbandonare modi ai quali ci siamo abituati.

Cambiare non è sempre la stessa cosa. Ovviamente vi è cambiamento e cambiamento. Imparare la lingua inglese non è lo stesso che imparare a non temere più il giudizio degli altri. Cambiare una conoscenza non richiede la stessa fatica, e quindi la stessa strategia, che richiede cambiare una capacità. Cambiare un modo attraverso cui giudichiamo e valutiamo la realtà è diverso dal voler cambiare un modo di sentire o di vivere una paura. Ed è anche ben differente dal modificare l’immagine e le convinzioni che abbiamo di noi stessi. Il cambiamento è tanto più impegnativo quanto più deve rimuovere o rimodellare le emozioni che viviamo, i modi di pensare che adottiamo, le esperienze che abbiamo sedimentato e che indirizzano i modi di agire e i comportamenti che abbiamo adottato e sono diventati spontanei.

Cambiare è cambiare molto di più. Quando cambiamo, non modifichiamo solo noi stessi, mutiamo anche il mondo con cui siamo in relazione. Perché, dopo che siamo cambiati, ciò che vediamo è diventato differente e vediamo anche cose differenti. Dopo che siamo cambiati, abbiamo comportamenti e modi di essere nuovi, che influenzano e modificano irresistibilmente il comportamento degli altri verso di noi.

Cambiare non è parlare di cambiare. Wittgenstein scriveva: «Non è vero che sappiamo sempre quali sono le nostre intenzioni, è più vero che sappiamo sempre dire quali sono le nostre intenzioni». Poiché nessuno sostiene che cambiare è sbagliato e nessuno sostiene di essere una persona esente da difetti o limiti, è comune credere di voler cambiare, e credere anche di considerare il proprio miglioramento un obiettivo importante. Il bisogno – inconsapevole – di tutelare la propria autostima ci fa avere – inconsapevolmente – pensieri che ci rassicurano, che ci consentono di sentirci coerenti con i nostri valori. Pensieri che ci fanno credere di essere in totale buona fede. Senonché non è certo la stessa cosa credere di essere una persona che sa cambiare e cambiare realmente. Ciò che ci diciamo ci mette a disposizione delle spiegazioni, ma non sempre quel che ci diciamo ci mette anche a disposizione una consapevolezza, una verità su di noi. Spesso quel che conta non è essere consapevoli, bensì rassicurati.

Qui sotto un percorso di riflessione per focalizzare la tua relazione con il cambiamento:

  • È effettiva? Ovvero, sei una persona che cambia e affronta cambiamenti?
  • È consapevole? Ovvero scegli, decidi e ti impegni nel cambiare?

Concentrati sugli ultimi 12 mesi, non pensare a un periodo più ampio, e affronta questa analisi:

  • scrivi la lista di tutti i cambiamenti – piccoli o grandi – che hai fatto e vissuto;
  • a ciascuno assegna un punteggio della fatica e dell’energia che ti ha richiesto.

Scegli ora i due cambiamenti che ti hanno dato maggiori soddisfazioni e chiediti… (spunta le tue due scelte nella lista che hai fatto sopra):

Sono stati preceduti da una precisa decisione intenzionale?   per nulla 1   2   3   4   5 molto
Sono stati realizzati applicando comportamenti che precedentemente avevi definito come necessari per raggiungere il tuo scopo?   per nulla 1   2   3   4   5 molto

Sulla base delle tue riposte, ecco tre domande che ti aiutano a focalizzare il tuo modo di essere in relazione con il cambiamento:

Quanto ti consideri capace di affrontare il cambiamento, le novità e nuovi modi di agire con adattamento e flessibilità?   per nulla 1   2   3   4   5 molto
Quanto ti senti sicuro/a nel metterti in gioco, senza timore di modificare i tuoi comportamenti?   per nulla 1   2   3   4   5 molto
Quanto ti senti soddisfatto/a della tua coerenza tra ciò che dici di fare e di essere e quel che effettivamente fai e come effettivamente agisci?   per nulla 1   2   3   4   5 molto