Scarica il PDF e leggi l'articolo anche offline.
Verrai automaticamente iscritto alla newsletter.
Ti invieremo le nostre comunicazioni ogni quindici giorni.

Cambiare: cervello parallelo, cervello seriale e dopamina

Download PDF

 

“L’esperto e il neofita utilizzano circuiti cerebrali e sistemi di soluzione completamente differenti.” Mariano Sigman

La corteccia cerebrale è organizzata in due grandi sistemi, molto più importanti della celebrata differenza tra emisfero destro e sinistro: uno è il sistema dorsale, l’altro è il sistema ventrale.
La parte dorsale include la corteccia parietale e frontale, che interessa anche attività mentali come la coscienza, l’autocontrollo e la possibilità di osservare se stessi. La via dorsale possiede specifiche caratteristiche quando è in azione: è lenta, agisce in sequenza (un compito alla volta) ed è flessibile.
La parte ventrale della corteccia cerebrale è invece caratterizzata da processi automatici e automatizzati, che non richiedono il ricorso alla coscienza. Questa parte del cervello funziona in modo rapido, parallelo, ripetitivo e rigido. Questa è la parte della corteggia che produce la nostra spontaneità.

Quando apprendere richiede l’intenzione e la coscienza, per modificare abitudini o impossessarsi di nuove abilità, si deve ricorrere alla corteccia dorsale, sin tanto non si produce nel sistema ventrale un’abilità automatizzata e veloce. Il bambino impara a leggere lettera per lettera, lentamente (sistema dorsale) sin quanto viene rimpiazzata dalla capacità di individuare parole intere senza sforzo e velocemente (sistema ventrale). Lo stesso per il musicista che impara a leggere le partiture o il sommelier che riconosce da poche gocce di vino gli ingredienti.

Solo quando la mente si trova davanti qualcosa che non riproduce l’esperienza automatizzata, torna in azione il sistema dorsale, più lento e seriale, ma capace di adattarsi flessibilmente alla realtà che incontra, prendendo il controllo delle funzioni corticali.

Affermare che il cervello è plastico significa che è possibile cambiare il repertorio delle azioni che ha automatizzato nelle reti cerebrali. Neurologicamente, cambiare significa modificare sinapsi (dal greco synapsis, collegamento), le connessioni che collegano reti di neuroni e producono le risposte automatiche e spontanee. Ricordando che sono automatizzate nella nostra mente tanto la guida di un’auto quanto la permalosità, l’uso di un software e la timidezza eccessiva, l’abitudine al fumo e una scarsa empatia.

Le ricerche neuroscientifiche hanno identificato due ingredienti neurochimici della plasticità delle reti sinaptiche:

  • lo sforzo ripetuto nel tempo attraverso l’autocontrollo, che ricorre all’area prefrontale della corteccia dorsale, per opporsi agli automatismi della corteccia ventrale;
  • l’attivazione di neurotrasmettitori che rendono flessibili e mutevoli le reti sinaptiche automatizzate esistenti.

Non è dunque sufficiente l’impegno nella ripetizione volontaria di un comportamento, perché modifichi reti sinaptiche che si sono stabilizzate e abituate a un comportamento differente. La si può vedere negli insuccessi di comportamenti ripetuti molte volte senza ottenere un miglioramento e un cambiamento.

Le reti sinaptiche, nelle quali si sono routinizzati modi di essere o di agire tendono a irrigidirsi, a difendere l’abitudine che hanno imparato. La mente automatizzata e spontanea per vocazione presidia la sopravvivenza, che interpreta preferendo ripetere ciò che già vive e conosce, considerando la ripetizione preferibile all’ignoto.
Occorre allora che circoli tra le sinapsi un neurotrasmettitore, per renderle più malleabili e duttili. Perché un circuito corticale si possa riorganizzare e modificare deve scorrere dopamina (o un neurotrasmettitore simile), che irrorando la corteccia ha l’effetto di indebolire la resistenza delle sinapsi a cambiare. E’ necessario che si attivi l’area tegmentale ventrale, una regione profonda del cervello che ha la possibilità di produrre dopamina. La dopamina, come l’acqua, rende l’argilla delle reti sinaptiche più malleabile alle esperienze e agli stimoli che si vivono. Ma quando si attiva l’area tegmentale ventrale del nostro cervello? Quando si vive un’esperienza gioiosa, euforica o sorprendente.

Pertanto, occorrono due ingredienti nel modo di sentire e vivere il proprio cambiamento:

  1. l’emozione del desiderio, dello slancio gioioso, fiducioso e motivato verso un proprio traguardo di cambiamento, per attivare i circuiti che producono dopamina e allentare la rigidità sinaptica – quindi entusiasmo e convinzione;
  2. l’impegno cosciente e tenace nel ripetere modi ed esperienze, sin tanto che non si fissano e plasmano nei solchi automatizzati dei circuiti cerebrali, routinizzando così nuovi modi d’essere o di agire – quindi tenacia e forza di volontà.

Ma se le forze dell’autocontrollo, messe a disposizione dalla corteccia dorsale, vengono consumate ed esaurite, o sono troppo concentrate su altri compiti, e se, inoltre, non si hanno desiderio e slancio verso il proprio cambiamento, diventa quasi impossibile che il cervello, predisposto a ripetere e a ripetersi, possa mutare.

 

 

There are currently no comments.