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Vivere il dubbio e l’incertezza

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“Il dubbio richiedeva una mente capace di prendere in considerazione due possibilità.”

Highsmith

Diciamo di sapere l’importanza del dubbio, ma il cuore frequentemente va altrove. Non si tratta infatti di capire l’utilità del dubbio, traguardo a cui si arriva facilmente, quello che il dubbio richiede è la capacità di essere vissuto. La possibilità di far nostri dei dubbi dipende da quanto vi siano in noi le condizioni necessarie perché il dubbio prenda vita. Condizioni che non riguardano la nostra intelligenza, ma il nostro inconscio.

La vita organizzativa è apparentemente sempre meno realtà di certezze. Non vi sono più decisioni che possiamo prendere avendo sicurezza di aver compreso molto o quasi tutto quello che ci occorre; non vi sono più direzioni che facciamo nostre potendo vivere la rassicurazione di aver colto tutto quanto ci occorre. Cosa faremo tra tre anni? Quale sarà il nostro capo fra due anni? Quali colleghi avremo fra un anno? Domande con risposte piene di dubbi.

Eppure non è così. Il dubbio si affaccia nella nostra testa, ma poi scompare, per lo più, dal nostro cuore. Sappiamo di prendere decisioni con poche informazioni, sappiamo di valutare un nostro collega sulla base di impressioni, eppure non siamo nel dubbio, non siamo in un modo d’essere che vive il dubbio. Sappiamo la legittimità del dubbio, ma non lo viviamo affatto con facilità. Perché vivere il dubbio significa fare domande, significa cercare alternative, significa esplorare e non fermarsi, significa cercare fuori di noi risposte che non troviamo in noi stessi.

L’esperienza del dubbio ci espone al sentimento di carenza, di mancanza, contro il quale combatte il nostro mondo inconsapevole. Le abitudini con cui agiamo, diventate prassi di comportamenti meccanici, nel valutare la realtà, nel considerare quel che percepiamo ci accompagnano in un modo di certezze e stabilità. Vediamo un comportamento di qualcuno e ne traiamo una conclusione, ma ci facciamo anche una domanda? sospendiamo il giudizio e prendiamo del tempo per approfondire?

Il dubbio richiede del vuoto, ma soprattutto un sentimento di precarietà vissuto senza disagio, senza timore. Altrimenti il nostro inconscio predilige la certezza, anche se sbagliata, che consente però di sentirsi solidi e rassicurati. Meglio una sicurezza errata che una verità incerta.