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5 indizi di Leadership

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Sappiamo che sono innumerevoli le forme e le circostanze in cui si manifesta la leadership.  Può essere un episodio isolato (“La corazzata Potemkin è una cagata pazzesca” di Fantozzi), oppure si può manifestare in specifici contesti (es. solo tra amici, o solo in alcune situazioni di lavoro o con alcuni collaboratori), oppure ancora, per pochi, può essere ricorrente in molti contesti e con persone differenti.

Passare da una leadership episodica a una leadership diffusa ed extra contestuale, che non dipende dalle circostanze o dalle specifiche persone, è un passaggio dalla tecnica all’identità. Si possono avere modi di agire che in precise situazioni od occasioni riescono a ottenere leadership. Ma quando si aspira a una leadership capace di attivarsi con persone o in situazioni decisionali molti differenti e impegnative, occorre un’identità.

Ecco la proposta di 5 indizi di identità per una leadership

  1. Dare alle emozioni una ragione preferibile. Un leader ben solido sa dialogare costantemente con le proprie emozioni, sapendo prendere distanza da quelle inquinanti, che potrebbero impossessarsi della sua lucidità e sequestrare l’efficacia del pensiero e delle comunicazioni.
  2. Lasciare le persone migliori. In ogni relazione, un leader che ha nella sua identità questa vocazione, vive con gioia e costanza un atteggiamento generoso verso gli altri, con un sorriso, un apprezzamento, un ascolto sincero, un aiuto.
  3. Pensare come un principiante. Un leader ben piantato sul suolo ha la certezza dei propri dubbi, vive l’entusiasmo di non sapere e del dubbio, perché ha più desiderio di trovare nuove idee che difendere le convinzioni che ha già trovato.
  4. Vivere ogni giorno come fosse la propria vita in miniatura. La leadership esemplare è quella etica. Sa che non vi sono giorni nei quali possa derogare e allontanarsi dai valori in cui crede. Non vi sono occasioni nelle quali consentirsi la comodità di dire “Vabbè, per questa volta…”.
  5. Essere nella solitudine ciò che di meglio si può essere. Ma è nella solitudine, quando non vi sono i riflettori, quando nessuno sta vedendo e giudicando, che si nutre una leadership identitaria. Cosa si fa nella solitudine? Come la si riempie? Cosa si legge? Su cosa si riflette? Quanto si sa trovare tempo e volontà per il proprio miglioramento? Quanto si rimane eleganti, anche se soli? E’ nella libertà senza sguardi della solitudine che cresce la forza della leadership.