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Raccogli energie

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Una ricerca: sono state analizzate più di 1.100 sentenze emesse da giudici statunitensi nella valutazione delle richieste di libertà condizionata. Il settanta per cento dei detenuti che si è presentato davanti alla commissione di mattina ha ottenuto la libertà condizionata. La percentuale è precipitata al trenta per cento per i detenuti che si sono presentati di pomeriggio.

Decidere richiede energie, tante. Negare la libertà condizionale è più facile e meno impegnativo nello sforzo decisionale che richiede, perché non si assumono rischi sulle conseguenze, non è definitiva, può essere riconsiderata nel futuro.
La parola decidere ha la stessa radice etimologica di omicidio: “caedere”, tagliare, uccidere, perdere qualcosa.
Decidere richiede uno sforzo psicologico, affatica, perché impone di scegliere cosa perdere, cosa sacrificare. Sono rare le decisioni semplici, nelle quali sono palesi il giusto e lo sbagliato, il bianco o il nero. Perlopiù viviamo di sfumature e nel decidere dobbiamo anche perdere qualcosa, non solo prendere qualcosa. Decidiamo di andare da una parte e sull’altro lato delle nostre decisioni sacrifichiamo del tempo per fare qualcosa che pur ameremmo fare, perdiamo della coerenza con i nostri valori, decidiamo e a volte rinunciamo anche a essere migliori, più soddisfatti, più felici. La capacità di compromesso è questa capacità di prendere decisioni complesse, nelle quali si deve necessariamente scegliere di perdere qualcosa.
Ma vi è in noi un’avarizia cognitiva, più o meno forte, che spinge a risparmiare energie. Il nostro cuore non ha risorse illimitate per preoccuparsi, per vivere la fatica psicologica dei dilemmi decisionali. Il nostro cuore ha energie contingentate a disposizione per gestire l’ansia decisionale. Quando si scaricano le nostre energie, quando si hanno meno energie mentali è più difficile affrontare dilemmi decisionali, che richiedono elaborazioni sofisticate della realtà.

Quando le nostre energie sono troppo dedicate a fare scelte reattive e quotidiane, quando nelle nostre giornate dobbiamo affrontare troppo continuatamente micro-decisioni connesse a emergenze, eventi imprevisti, riunioni non pianificate, risposte che ci sollecitano con urgenza, vi è il rischio che non ci rimangano altre energie: quelle che ci sono necessarie per leggere un buon romanzo, per imparare cose nuove, per mutare e rafforzare le nostre risorse.
Vi sono conseguenze quando ci accade questo esaurimento dell’ego, quando si indeboliscono le nostre energie dedicate a regolare il nostro sforzo cognitivo ed emotivo:

  • le frustrazioni sono più dolorose;
  • gli impulsi hanno più facilmente il sopravvento (mangiare, bere, reagire);
  • si cercano scorciatoie e vantaggi immediati;
  • si prendono le decisioni più facili

 

PRATICA-MENTE

In una realtà che ci sottopone a considerevoli consumi di energia psicologica occorre dedicare del tempo a raccogliere e alimentare le nostre energie.

  • Evitare di esaurire tutte le energie decisionali e la propria forza di volontà nelle attività di routine e reattive;
  • evitare abitudini che consumano eccessivamente nel prendere decisioni;
  • evitare attività senza valore che logorano nel dover fare scelte e nel doversi mantenere sotto controllo.
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