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La ragionevolezza

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Nell’epoca di oggi diventerà qualità strategica la capacità delle organizzazioni di gestire le proprie risorse umane passando da un modello di governo delle scelte centralizzato, ad un modello cibernetico dell’elaborazione diffusa delle scelte e in questo processo diventa fondamentale porre attenzione alla capacità di rendere ragionevole il percorso di cambiamento e sviluppo perseguito.

La categoria della ragionevolezza in altre parole deve sostituire quelle della chiarezza e della comprensione, caratteristiche dell’economia taylorista. L’impossibilità di offrire con chiarezza e precisione obiettivi, traguardi e strategie organizzative a medio-lungo periodo, in termini di configurazione delle strutture, evoluzioni dei processi produttivi, professionalità richieste, non può lasciare vuoto e abbandonato lo spazio in cui viene inevitabilmente posta la domanda di senso e di significato.

La ragionevolezza indica l’attenzione all’equilibrio e alla misura che assume la realtà. La ragionevolezza è nella possibilità di spiegare, e spiegarsi, quel che si vive all’interno di una comprensione che sa legare tra loro gli accadimenti e darsene ragione. La ragionevolezza non richiede veggenza di scenari che non si conoscono, né richiede di sapere quel che non si può sapere, e neppure richiede certezza, ma richiede coerenza. La ragionevolezza è la possibilità di legare in modo coerente le cose.

Per un’organizzazione, curare la ragionevolezza delle proprie strategie di gestione delle risorse umane significa curare che per le persone sia ragionevole quel che viene loro chiesto di affrontare, di cambiare, di trasformare. La cura della ragionevolezza significa preoccuparsi, nella costruzione di un sistema di competenze, di chiedersi e spiegare, ad esempio, quale sia la coerenza e l’equilibrio che intreccia i modelli di comportamento manageriale assunti dai capi, le politiche dichiarate e attese di comportamento organizzativo, i sistemi di valutazione e riconoscimento, i modelli di gestione del ruolo e dei processi promossi.

Preoccuparsi, nella costruzione di un sistema di competenze, non solo del perché è necessario, ma anche come deve essere per essere anche ragionevole, è una condizione del suo successo.