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Saper cambiare: 9 pratiche da coltivare – 2a parte

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Di seguito, in modo sintetico e certo incompleto, la rassegna di alcune risorse e condizioni che consentono il raggiungimento effettivo di un cambiamento.

1. La conversazione interiore

Non può iniziare nessun impegno nel proprio miglioramento se non partendo da una conversazione con se stessi. La conversazione interiore è una pratica, che produce esiti diversi sulla base della qualità con cui viene affrontata. Attraverso la conversazione con se stessi si stabilisce e si realizza una distanza con se stessi. Questa distanza, e il modo con cui la si riempie di linguaggio e riflessioni, è la condizione di una consapevolezza indispensabile per comprendere in modo dispiegato la propria identità e la propria modalità d’essere.

 2. Il perimetro della propria autenticità

L’impegno nel cercare di migliorarsi deve trovare buone ragioni, anzi, ottime ragioni, abbastanza forti da generare la volontà dello sforzo necessario. Il riconoscimento della propria autenticità, di ciò che sia la propria autenticità, costituisce una condizione fondamentale per ancorare un progetto di miglioramento. L’autenticità, ben lungi dall’essere la spontaneità, rappresenta ciò che una persona comprende di avere nelle possibilità di essere e di diventare, e che sente la necessità imperativa di realizzare.

3. In compagnia della propria autostima

Certo non si realizzano cambiamenti partendo dalla convinzione di essere carenti e deboli, di non credere di potercela fare. I cambiamenti che realizzano i traguardi più sfidanti e impegnati sono ancorati su un solido sentimento di autostima. La propria autostima è dunque una risorsa da allenare e sostenere, come benzina nel motore del proprio mutare.

4. Timori da modificare, timori da adottare

La relazione con i propri timori rappresenta una fondamentale condizione d’indirizzo delle possibilità di mutamento delle proprie capacità. Infatti, la realizzazione di ogni cambiamento che incida significativamente sulle proprie modalità abituali d’essere richiede di affrontare dei timori. Timori che frenano lo spingersi nello sperimentare nuovi modi di agire, di sentire e di comportarsi. E’ dunque indispensabile imbattersi nei propri timori e nel saperli affrontare per valicare le soglie che impediscono il cambiare.

5. Forte dei miei valori

L’impegno nel cambiamento ha necessità di trovare energie e ragioni per essere perseguito, poiché richiede una tenace determinazione. Una componente fondante della persona è la sua tensione valoriale e ideale. Ognuno ha bisogno di considerarsi proiettato nella realizzazione di valori. Ognuno, per completare e costituire la propria identità, ha bisogno di considerarsi una persona di “valore”. Per queste ragioni è alla necessità di sentirsi coerenti che occorre ancorare un progetto di miglioramento di sé. Il bisogno indispensabile di proteggere la propria autostima costituisce una spinta verso l’impegno, quando si riconosce che occorre un cambiamento per allineare con coerenza i propri valori con il proprio modo di agire.

6. Tracce che lasciamo di noi

Non è possibile mettere a fuoco con chiarezza i priori modi di essere e di agire senza un accurato confronto con la percezione che le persone hanno di noi. E’ lo sguardo degli altri, sono i loro vissuti nella loro relazione con noi che identificano la misura e la qualità effettiva dei nostri comportamenti. Non è possibile dirsi quale sia la propria effettiva capacità di ascolto senza conoscere (e non significa presumere) il vissuto delle persone che cerchiamo di ascoltare, quanto si sentano effettivamente ascoltate da noi.
E’ dunque un’azione indispensabile per realizzare i propri cambiamenti dedicarsi ad esplorare e conoscere, con profondità e precisione, la percezione che le persone hanno dei nostri modi di essere.

7. Cacciatore di dettagli

Michelangelo ha scritto che la qualità è fatta di dettagli. La realizzazione con successo di un proprio miglioramento ha necessità di identificare con puntualità il “dettaglio” che deve essere cambiato nei nostri modi di agire. La genericità di un traguardo di cambiamento impedisce il suo successo. L’eccellenza di una capacità si rivela in dettagli che consentono di comunicare un’idea con maggiore efficacia, di rivolgersi a un collaboratore critico con la giusta espressione, di tenere sotto controllo un’emozione in una precisa circostanza nella quale il controllo fa la differenza tra la lucidità di un pensiero e la reazione troppo emotiva.

8. Allenare il necessario autocontrollo

Non è la conoscenza di cosa occorre migliorare che produce il proprio cambiamento. E’ la capacità di impegno e di disciplina che consente il proprio miglioramento.
Esercitare autocontrollo è una funzione limitata. Richiede di essere allenata per produrre risultati soddisfacenti. Occorre imparare l’autocontrollo per poter avere successo nei propri traguardi di miglioramento. E’ necessario l’autocontrollo per avere la determinazione ad affrontare la fatica della resistenza a cambiare abitudini, routine e modi di comportamento che sono diventati spontanei e automatici.

9. Buone palestre da frequentare

Ogni abilità eccellente si nutre di allenamenti e pratica, di palestre nelle quali si cimentano e si perfezionano gli aspetti che si vogliono perfezionare. Pertanto ogni progetto di cambiamento deve approdare e concretizzarsi nell’identificazione di un chiaro e preciso piano di allenamento, fatto di attività e di sforzi che sollecitano in modo puntuale il potenziamento di specifiche modalità d’agire non eccellenti. Un piano di allenamento e di autosviluppo si articola fondamentalmente su due assi: l’asse che irrobustisce, sul quale si trovano tutte le attività e gli sforzi dedicati a migliorare l’esercizio di precisi comportamenti, aggiungendo modi d’essere e di agire nuovi; l’altro asse è quello del dimagrimento, sul quale si trovano invece tutti i comportamenti e i modi d’essere che sono poco efficaci, che sono disfunzionali, che quindi vanno eliminati, ridotti. Se consideriamo, ad esempio, la capacità di ascolto, sull’asse dell’irrobustimento troviamo il fare più spesso domande, il sorridere quando si ascolta, l’avere più fiducia; mentre sull’asse del dimagrimento troviamo il cessare di valutare quando si ascolta, il cessare di reagire permalosamente, il cessare di ascoltare concentrandoci su ciò che non è corretto in ciò che ci viene detto.

 

 

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