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Rieducarsi ai sentimenti

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Ogni comportamento è accompagnato da sentimenti, perché i sentimenti rappresentano il modo con cui le persone instaurano un legame con la realtà attraverso le emozioni. In questa realtà, diventata convivenza con un incerto illimitato, si è trasformato il modo con cui il sentire ci consentiva di sintonizzarci con ben-essere nella nostra relazione con la realtà; sono diventate deboli, e spesso inadeguate, le vie a cui eravamo abituati nel vivere i nostri sentimenti. Abbiamo avuto un’educazione che ci ha modellati nei modi di vivere, all’interno delle organizzazioni, i sentimenti della fiducia, dell’amore, della paura, del coraggio, del legame, dell’ambizione.

Ma quel che possiamo cogliere, spesso con straordinaria intensità, è una fragilità di questi sentimenti, nel loro essere capaci di guidarci con serenità e soddisfazione in ciò che viviamo e proviamo nell’esperienza del lavoro. Come se si fosse verificato uno scollamento tra educazione ed applicazione, tra addestramento e realtà. Abbiamo imparato sentimenti che nella realtà facciamo fatica a utilizzare con efficacia, perché a fine giornata ci rimangono residui di tanto malessere nel cuore, perché ci sembra che la vita ci sfugga di mano, perché fatichiamo a trovare senso per l’incessante sforzo che produciamo, perché ci sembra di inaridirci sempre di più.

Forse vi è, allora, la necessità di porsi in ascolto dei nostri sentimenti, di come si muovono in noi, di come ci conducono per le loro strade, non sempre consapevoli, per allenarci a una loro rieducazione, per rafforzare la loro indispensabile funzione di sostegno e indirizzo dei nostri comportamenti e del nostro ben-essere.

Quando nella vita organizzativa, come oggi, la realtà è metamorfosi così poderosa e cambiamento che rompe le continuità e dimentica il passato, viene da chiedersi se i sentimenti che abbiamo imparato, se il modo che abbiamo di sentirci soddisfatti, felici, ambiziosi, coraggiosi, depressi, sia adeguato a consentirci di vivere al meglio il traguardo della nostra identità. L’attenzione all’educazione dei nostri sentimenti è una presa di coscienza, nella quale diventiamo padroni dei sentimenti che viviamo, che influenzano, più di ogni altra esperienza che possiamo vivere, il nostro ben-essere, cioè la nostra possibilità di avere con noi stessi una relazione di soddisfazione e accettazione.